Prassi rituale e tracce di sacro nella messinscena contemporanea
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2025-03-27
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Quadarella, Vincenzo
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UMA Editorial
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Non è facile cercare di sintetizzare i passaggi fondamentali che hanno riguardato la storia degli studi delle tragedie greche. La difficoltà emerge nel momento in cui ci si confronta non solo con le numerosissime traduzioni ma anche - e soprattutto - con le innumerevoli interpretazioni del fenomeno tragico che cambiano in base al tipo di approccio usato dai singoli studiosi e dalla rilevanza di alcuni aspetti specifici della tragedia che gli stessi studiosi tengono in considerazione.
In questo senso, questo lavoro si concentra su un aspetto particolare della tragedia: il rito nella messinscena contemporanea. Per indagare su questa linea occorrerà, ovviamente, cercare di capire qual è stato il percorso seguito dagli studiosi, cercando di delineare una storia degli studi che abbia dei contorni quantomeno accennati.
Si tratta cioè di partire da alcuni presupposti che incanalano la mia ricerca e la stessa storia degli studi che la riguarda su binari ben definiti: la tragedia ateniese del V sec. a.C. è stata scritta per essere messa in scena. Dunque, le tragedie sono opere che avevano caratteristiche nuove e particolarissime per i tempi: non più un aedo che cantava le gesta degli eroi ma poesia “agita” sulla scena da attori che creavano un fenomeno di partecipazione attiva del pubblico. Proprio questo cambio di prospettiva vuole essere il punto di partenza della mia ricerca perché, appunto, solo intuendo il “nuovo modo” greco di affrontare le vicende umane, proprio mettendo l’uomo al centro della narrazione, si può cercare di ricostruire l’impatto artistico ma anche e soprattutto politico e sociale che le tragedie hanno avuto nell’Atene del V sec. a.C. L’indagine, inoltre, si focalizza sul rito all’interno della tragedia per poi cercare di capire con quali caratteristiche, pratiche e significati lo stesso rito venga ri-portato in scena nella contemporaneità
Spesso, infatti, si dimentica che le tragedie erano inserite in un contesto ritual-religioso che erano le Grandi Dionisie e le altre feste dedicate al dio. L’aspetto religioso è sicuramente uno degli elementi più importanti nell’analisi dei testi e della loro valenza sociale, culturale e politica. Nelle tragedie, infatti, sono spesso in evidenza gli aspetti rituali che riguardavano tutta la società ateniese, dalla sepoltura dei defunti al ritorno dalla guerra, dai riti propiziatori prima delle grandi imprese ai riti purificatori. Concentrerò la mia attenzione sui riti funebri e sul rito “civile” nelle Eumenidi. In tal senso tenterò di comparare tre livelli: il rito reale, il rito in scena e il rito in scena ma non espresso dal drammaturgo.
Spesso, infatti, si dimentica che le tragedie erano inserite in un contesto ritual-religioso che erano le Grandi Dionisie e le altre feste dedicate al dio. L’aspetto religioso è sicuramente uno degli elementi più importanti nell’analisi dei testi e della loro valenza sociale, culturale e politica. Nelle tragedie, infatti, sono spesso in evidenza gli aspetti rituali che riguardavano tutta la società ateniese, dalla sepoltura dei defunti al ritorno dalla guerra, dai riti propiziatori prima delle grandi imprese ai riti purificatori. Concentrerò la mia attenzione sui riti funebri e sul rito “civile” nelle Eumenidi. In tal senso tenterò di comparare tre livelli: il rito reale, il rito in scena e il rito in scena ma non espresso dal drammaturgo.
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