<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><?xml-stylesheet type="text/xsl" href="static/style.xsl"?><OAI-PMH xmlns="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:schemaLocation="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/ http://www.openarchives.org/OAI/2.0/OAI-PMH.xsd"><responseDate>2026-06-02T12:04:33Z</responseDate><request verb="GetRecord" identifier="oai:riuma.uma.es:10630/14490" metadataPrefix="marc">https://riuma.uma.es/rest/oai/request</request><GetRecord><record><header><identifier>oai:riuma.uma.es:10630/14490</identifier><datestamp>2026-02-03T11:46:06Z</datestamp><setSpec>com_10630_2254</setSpec><setSpec>col_10630_37959</setSpec></header><metadata><record xmlns="http://www.loc.gov/MARC21/slim" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:doc="http://www.lyncode.com/xoai" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:schemaLocation="http://www.loc.gov/MARC21/slim http://www.loc.gov/standards/marcxml/schema/MARC21slim.xsd">
   <leader>00925njm 22002777a 4500</leader>
   <datafield ind2=" " ind1=" " tag="042">
      <subfield code="a">dc</subfield>
   </datafield>
   <datafield ind2=" " ind1=" " tag="720">
      <subfield code="a">Tozza, Marcello</subfield>
      <subfield code="e">author</subfield>
   </datafield>
   <datafield ind2=" " ind1=" " tag="260">
      <subfield code="c">2017-09-20</subfield>
   </datafield>
   <datafield ind2=" " ind1=" " tag="520">
      <subfield code="a">Prima della decifrazione della scrittura micenea, le uniche fonti di ricerca sul comportamento religioso risalente all'età del bronzo egea erano di natura archeologico-iconografica. Dopo la decifrazione, i testi hanno restituito i nomi delle divinità, confermando l’ipotesi di un’origine micenea della religione greca; tuttavia, nessuna delle divinità greche, pur riconoscibili nei nomi in Lineare B, risulta chiaramente individuabile nelle caratteristiche o negli atteggiamenti propri delle raffigurazioni micenee, rendendo erroneo un collegamento automatico tra immagini e testi1. Di qui la necessità di trattare i due tipi di fonti in maniera distinta, cercando, in un secondo momento, eventuali collegamenti tra loro. Riguardo alle fonti non testuali, occorre innanzitutto stabilire dei criteri per ricondurre evidenze archeologiche o iconografiche ad una sfera cultuale: pertanto,&#xd;
diviene necessario individuare almeno un elemento che, ovunque si trovi, conferisca valore religioso a tutto ciò cui è associato; logicamente, risulta difficile non considerare arbitraria l'individuazione di tale elemento, data la difficoltà di&#xd;
considerare l'esistenza di tracce “inequivocabili” di un comportamento religioso. Tuttavia, elementi chiave si possono individuare in contesti che mostrano azioni significative non dettate da scopi pratici: seppellire i morti è un’usanza dettata&#xd;
certamente da un fine pratico, poiché dovuta a motivi igienici; ma quando l’uomo del paleolitico inizia a seppellire il morto lasciando al suo lato oggetti particolari, la dimensione utilitaria scompare e lascia il posto a quella religiosa. Attraverso l’applicazione dello stesso principio, si è giunti in passato ad interpretare determinati reperti provenienti dal mondo egeo come simboli cultuali. L'intervento presenta una serie di esempi, riguardanti diversi contesti archeologici egei, con il fine di mostrare i casi in cui sia possibile collegare alla&#xd;
sfera cultuale particolari dati.</subfield>
   </datafield>
   <datafield ind1="8" ind2=" " tag="024">
      <subfield code="a">http://hdl.handle.net/10630/14490</subfield>
   </datafield>
   <datafield tag="653" ind2=" " ind1=" ">
      <subfield code="a">Religión griega</subfield>
   </datafield>
   <datafield ind2="0" ind1="0" tag="245">
      <subfield code="a">Comportamento religioso nell'età del bronzo Egea: Il problema del "riconoscimento" di un contesto cultuale</subfield>
   </datafield>
</record>
</metadata></record></GetRecord></OAI-PMH>